La gestione dei servizi socio-assistenziali torni ai comuni.
Data:
Argomento: colomba


Il Sindaco torna alla carica chiedendo al Presidente della Regione e agli assessori competenti, l’abolizione dei Distretti.

Il Presidente della Regione

Rosario Crocetta

 

 

 

 



Rispetto alla gestione dei servizi socio-assistenziali su base distrettuale, il Sindaco non si rassegna e torna alla carica (lo aveva già fatto ai tempi del Governo Lombardo), chiedendo alla Regione di restituire le competenze ai comuni.

“La gestione dei servizi socio-sanitari e assistenziali nella nostra Regione, in parte trasferita dai comuni ai distretti, nel rispetto della legge 328/2000 – scrive il primo cittadino – a parere dello scrivente è fallita, sia per la mancata razionalizzazione della spesa, che per qualità, economicità ed efficacia delle attività rivolte alle persone.  

I sindaci, eletti dai cittadini, rispondono del loro operato – prosegue il Sindaco – e non possono pagare per eventuali responsabilità o cattiva gestione non imputabile ai medesimi. Non è equo nemmeno lo sforzo che deve essere assicurato dai comuni capofila, che si fanno carico in maniera preponderante del funzionamento dell’aggregazione di enti locali.

I comuni che fanno parte dei distretti – si legge ancora nella nota – oltre a non ricevere direttamente dalla Regione, per le attività gestite territorialmente, alcun trasferimento finanziario, devono assicurare la compartecipazione economica sui servizi. Nella ripartizione delle attività, invece, i criteri utilizzati sono legati al reale bisogno e non alla quota pro-capite che viene pagata”.

Per responsabilizzare le singole amministrazioni, atteso che - a parere del Sindaco -  oltre alle disfunzioni non vi è alcun risparmio o, ancora peggio, un aggravio di spese, è necessario che il Presidente della Regione e gli Assessori competenti, avviino un tavolo tecnico per rivedere la funzione e l’organizzazione dei distretti e valutare, ove compatibile con la normativa nazionale, la possibilità di restituire tutte le competenze ai comuni o, in subordine, modificare le norme vigenti, comprese le linee guida già emanate.   







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